Il fenomeno del Google Bombing

Aprile 20, 2007 on 3:58 pm | In Glossario dei Termini Seo, Motori di Ricerca, Notizie, S.E.O. Posizionamento | No Comments

Fino a poco tempo fa ricercando su Google il termine “miserable failure” in cima ai risultati si trovava la pagina web relativa alla biografia di George Bush, il presidente degli Stati Uniti. Questo risultato è il frutto del cosiddetto “Google Bombing” che si ottiene quando bloggers molto quotati ed importanti in tutto il mondo ed altri siti autorevoli (in termini di page rank e posizionamento) puntano links verso una determinata pagina web utilizzando il medesimo anchor text; nel caso di cui sopra l’anchor text utilizzato è stato, evidentemente, “miserable failure”.

Questa tecnica funziona in quanto Google posiziona le pagine web tenendo in particolare conto (tra gli altri fattori) il testo di ancoraggio utilizzato dai siti che puntano links verso di esse.

La tecnica funziona altrettanto bene su Yahoo! e Microsoft Windows Live (ex Msn) in cui il parametro dell’anchor text è tenuto in grande considerazione.

Google ha affermato ufficialmente di aver provveduto a raffinare il proprio algoritmo in modo che esso non risenta più di queste operazioni, eliminando il Google Bombing e, di fatto, se effettuiamo ora la ricerca “miserable failure” su google.com, vediamo che la pagina web con la biografia di Bush non compare più nei risultati della prima pagina.

Problema risolto dunque? Niente affatto.

Come avviene di consueto Google non è sceso nei particolari per spiegare come vengono “indirizzate” le Google Bombs e come avviene che l’impatto negativo degli ancoraggi di testo venga “disinnescato”. Quello che appare chiaro è che comunque il cambiamento sembra riguardare situazioni molto specifiche e sebbene Google abbia assicurato che non si tratta di interventi manuali ma di processi automatici dell’algoritmo, molti operatori e addetti del mondo Seo nutrono forti dubbi in merito.

Una conferma del fatto che il Google Bombing funziona ancora viene proprio dall’Italia, dove, inserendo la chiave di ricerca “merda” (chiediamo venia per l’esempio poco raffinato) si otteneva, fino a poco tempo fa, come leader dei risultati di Google il nuovo portale istituzionale tanto pubblicizzato dal governo (e forse proprio per questo tanto disprezzato da molti in quanto visto come tentativo di istituzionalizzare il web) Italia.it.

Questo esempio ci conferma che l’ancoraggio di testo è ancora usato come variabile fondamentale del ranking.

Autore: Stefano Mc Vey da www.cduweb.com

Il Page Rank di Google e la sua importanza ai fini del posizionamento

Aprile 6, 2007 on 9:02 am | In Motori di Ricerca, Notizie, S.E.O. Posizionamento | No Comments

Google ha aggiornato di recente il Page Rank che mostra il valore (su scala da 1 a 10/10) associato ad ogni pagina web indicizzata. L’aggiornamento ha coinvolto anche i dati che vengono mostrati quando si digitano le queries: link:, related: e info:

Il Page Rank è un fattore che i webmaster solitamente prendono in seria considerazione come se si trattasse di un verdetto fondamentale espresso da Google in merito al proprio sito web. In realtà le cose sono diverse e l’importanza del Page Rank soprattutto in funzione del posizionamento sta scemando in modo progressivo ormai da oltre un anno a questa parte.

Pochi sanno, peraltro, che il valore mostrato nel Page Rank in realtà è una lontana approssimazione del suo valore reale e che quello che viene mostrato in tempo reale sulla Google Toolbar è stato calcolato diverse settimane (se non mesi) prima in quanto viene esportato ed aggiornato nella Toolbar ad intervalli di tempo molto distaccati.

Il punto della situazione dunque è che il Page Rank che vediamo nella toolbar è in realtà una lontana corrispondenza del valore reale ed ha un impatto assai relativo sul posizionamento su Google per cui non vale la pena di preoccuparsene molto.
Se invece volete sapere quale sia il giudizio di Google in merito al vostro sito e alle rispettive pagine web, esiste un altro indicatore che corrisponde alla copia cache della pagina/sito web in questione.

La copia cache di una pagina è la copia memorizzata da Google durante l’ultima visita dello spider Googlebot. Vale la pena notare quale sia la frequenza con cui il sito e le sue pagine vengono visitate dallo spider in quanto maggiore è la frequenza e maggiore è l’importanza che Google attribuisce al sito (o alla pagina web specifica).

Per sapere a quando risale l’ultima copia cache della pagina web potete utilizzare il comando: cache:www.sito.it oppure, nei risultati tradizionali di Google, accanto al sito di cui si vuole ottenere questa informazione, si può cliccare su link Copia Cache, come mostrato nell’immagine che segue (nell’esempio il sito de La Repubblica).

IMMAGINE: http://www.cduweb.com/immagini/repubblica.gif

Nel corso dell’aggiornamento del Page Rank sopra citato, Google ha annunciato anche alcuni cambiamenti nel modo in cui effettuerà in futuro il crawling (l’indicizzazione) dei contenuti web. Tra questi:

* le pagine nell’indice dei risultati supplementari saranno aggiornate in modo più frequente
* la reindicizzazione avverrà in modo più frequente e, conseguentemente, anche i risultati di ricerca di Google saranno maggiormente “movimentati” rispetto al passato
* Google sta lavorando su cambiamenti ed innovazioni alle sue infrastrutture che si rifletteranno in futuro sui risultati di ricerca (in un modo ancora non prevedibile per gli osservatori).

Autore: Stefano Mc Vey - Tratto dal sito ufficiale: Posizionamento & Web Marketing 

Guida strategica per promuovere un nuovo sito sui motori di ricerca

Aprile 2, 2007 on 9:37 am | In Internet Marketing, Motori di Ricerca, S.E.O. Posizionamento | No Comments

Quando si registra un nuovo dominio lo si vorrebbe subito vedere in testa ai risultati di ricerca dei più importanti motori tra cui Google e ciò tanto più se il sito si occupa di un grande mercato con centinaia di migliaia di potenziali clienti.

Se ad esempio si vuole aprire un nuovo portale di intermediazione turistica (sul tipo di venere.com, tanto per fare un esempio) il sito si trova fin da subito ad operare in un mercato in cui la concorrenza è enorme. Per fare un esempio a caso, se prendiamo la parola chiave “hotel toscana” le pagine web indicizzate da Google e quindi concorrenti del sito sono oltre 3.000.000 per cui, per poter avere un posizionamento nella prima pagina (cioè tra i primi dieci risultati) si dovrà superarne almeno 2.999.990.

In Italia Google è il re del mercato e fornisce ai siti una visibilità tale per cui a volte gli utenti che arrivano al sito attraverso Google sono anche oltre il 90% degli utenti complessivi. Per cui essere presenti su Google è l’obiettivo primario.
I motori di ricerca (e Google, in particolare) elaborano le classifiche di posizionamento sulla base di diversi fattori. Uno di questi è l’anzianità: un sito creato nel 2000 è molto più considerato di uno creato nel 2007 e questo in quanto nel primo caso Google ha potuto osservare e monitorare la “storia” del sito: come e quanto è cresciuto nel tempo, con quale livello ha aumentato i suoi contenuti e le sue pagine web, quanto, con che frequenza e da chi il sito è stato linkato, se ha compiuto oppure no azioni e tecniche scorrette, se ha sempre rispettato le linee guida ecc. Un sito nuovo è sconosciuto per i motori di ricerca che non sono pertanto in grado di giudicarlo tanto quanto un sito già avviato nel tempo.
Per questo i siti di nuova generazione per loro natura sono maggiormente penalizzati rispetto a quelli “anziani” tanto che Google ha addirittura inserito nel suo algoritmo un filtro (noto come “sandbox”) che serve ad oscurare la visibilità nel suo ranking per un periodo variabile da 3/4 mesi ad un anno e oltre. Con l’ultimo aggiornamento di questo mese (marzo 2007) sembra (il condizionale è d’obbligo) che il suddetto filtro sia stato alleggerito in modo da essere meno severo e quindi avere una durata più ridotta. Bisogna considerare però che maggiore è il livello di competitività delle parole chiavi e maggiore è la “forza” con cui il filtro incide sui risultati di posizionamento.

È vero che è possibile bypassare la sandbox e quindi evitare il problema ricorrendo allo stratagemma del redirect 301 il quale è un comando a livello server che indica il trasferimento definitivo di un sito da un indirizzo ad un altro. Questo significa che si potrebbe acquistare un dominio esistente (esiste un piccolo mercato anche in Italia ma è facile prendere colossali buggerature se non si fa molta attenzione) il quale deve essere dismesso per recuperare il suo avviamento. Così un sito registrato nel 2003 con il nome rossi.it attraverso il comando 301 può essere reindirizzato al nuovo sito appena costituito: nuovodominioappenaregistrato.com e il motore di ricerca potrà considerare il secondo come la continuazione storica del primo, senza, pertanto applicare il dannoso filtro.

Attenzione però ci sono alcune variabili da considerare:
1. in primo luogo per comprare un dominio occorrerà anche cambiarne l’intestazione. Google, fra le altre cose, è anche registrar per cui è sempre al corrente dei dati di registrazione (e dei relativi cambiamenti e modifiche) di ogni singolo dominio, per cui il cambio di proprietà verrebbe notato da Google;
2. bisogna anche far sì che i contenuti naturali del primo sito (www.rossi.it) siano coerenti con i nuovi contenuti del nuovo dominio in quanto in caso contrario Google capirebbe che l’operazione è volta al solo scopo di evitare la sandbox.
Infine non c’è certezza assoluta (data anche l’aleatorietà delle variabili appena esposte) che Google effettivamente e sicuramente non applicherà la sandbox, anche perché l’algoritmo di Google è sempre continuamente aggiornato e “work in progress”. Di fatto possiamo dire che, ad oggi, c’è una ottima probabilità che l’operazione, se compiuta bene, possa funzionare.
A quanto ora detto vorrei poi aggiungere che secondo la mia opinione (che si basa su oltre 10 anni di esperienza ed osservazione nel campo) non è mai una buona politica partire con un posizionamento basato su parole eccezionalmente competitive: molto meglio, e più efficace, partire con termini di nicchia. Poi, solo in un secondo tempo, e mai prima di almeno un anno (come minimo) passare alle parole chiave di vertice.
Per iniziare un’avventura con un nuovo dominio il seguente piano operativo potrebbe essere una buona strategia:

• PRIMO ANNO
• Acquisto dominio strategico e redirect 301
• Impostazione nel sito di parole chiave di nicchia
• Aggiornamento costante dei contenuti del sito
• Eventuale utilizzo di RSS

Accanto a questo mi muoverei per dare visibilità al sito in tre diversi modi:
a) moderata campagna pay per click su Google AdWords e Yahoo Search Marketing
b) pubblicità del sito con banner e spot su aree tematiche di importanti portali italiani come Tiscali, Ansa, Excite ecc. ;
c) se il sito si pone obiettivi commerciali (es. vendita, intermediazione ecc.), campagna di direct email marketing su target altamente profilato (da studiare il tipo se B2B o B2C o un mix di entrambi).

• SECONDO ANNO
• Posizionamento nei motori di ricerca tradizionale
• Valutazione del ROI delle campagne di webmarketing e email marketing (se le stesse danno un ritorno importante rispetto all’investimento iniziale) si possono riproporre selezionando anche altri canali.

Stefano Mc Vey da Posizionamento Motori Ricerca e WebMarketing

Nuovi pacchetti utili su Google Pack

Aprile 2, 2007 on 9:23 am | In Motori di Ricerca, Notizie, Tools Gratuiti | No Comments

Google Pack aggiunge sicurezza al vostro computer tramite Norton Security Scan di Symantec, per individuare e rimuovere immediatamente i virus e anche uno ottimo anti-spyware: Spyware Doctor Starter Edition di PC Tools. Tutto ovviamente gratuito.

Il pacchetto comprende:

- Google Earth
- Google Desktop
- Picasa
- Google Toolbar per Internet Explorer
- Mozilla Firefox con Google Toolbar
- Adobe Reader
- (nuovo) Norton Security Scan
- (nuovo) Spyware Doctor™ Starter Edition
- (opzionale) RealPlayer
- (opzionale) Skype
- (opzionale e nuovo) GalleryPlayer HD Images

Quest’ultimo è un aggiornamento dello screensaver, che vi permette di trasformare lo schermo del vostro computer in una cornice digitale in grado di proiettare tutte le vostre fotografie preferite, provenienti dal Web, da Picasa o da altri siti per il photo sharing.

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