Posizionamento nei motori di ricerca: qual è il fattore più importante nel 2007?

Giugno 30, 2007 on 12:14 pm | In Motori di Ricerca, Notizie, S.E.O. Posizionamento | No Comments

In passato termini quali: page rank, link popularity, scambio links, links triangolari e mini-nets, link farms dominavano ogni conversazione in ambito SEO e Google catalogava tutti i suoi dati in un unico indice cosicché quando avveniva un aggiornamento del database (mediamente una volta al mese) tutti gli addetti ai lavori attendevano la fine della “Google dance” (così veniva chiamato l’aggiornamento dati i risultati “ballerini”) per verificare quali cambiamenti erano avvenuti e in che modo i lavori e le migliorie avevano inciso nel migliorare il ranking.

I tempi passano e le cose cambiano: il web è diventato talmente grande che Google ha dovuto dividere il proprio indice in due: da una parte i risultati principali, dall’altra quelli supplementari. I risultati supplementari sono tecnicamente inclusi nell’indice di Google ma vengono omessi nei risultati di ricerca lasciando la possibilità agli utenti di accedervi solo dall’ultima pagina dei risultati principali. Per le pagine ottimizzate per determinate parole chiave che finiscono nell’indice dei risultati supplementari non c’è dunque alcuna chance di posizionamento ottimale.

E’ vero che ora, come in passato, una verità è rimasta ancora invariata: il posizionamento di qualsiasi parola chiave è stato e continua ad essere derivato dai links e, in modo particolare, dai testi di ancoraggio dei links utilizzati da altri siti. E’ infatti principalmente questa informazione che consente a Google di capire e determinare quali siano i contenuti di un sito.

Il Page Rank, fattore che ha rappresentato probabilmente il “re” della scena in quanto gli sforzi dei seo marketers sono andati soprattutto nella direzione di riuscire ad elevare questo elemento, ha negli ultimi anni perso gran parte della sua importanza ed oggi possiamo ormai dire che non è più da considerare un elemento determinante per il posizionamento.

Quel è dunque il principale fattore del posizionamento nel 2007?
La risposta è: la Google Cache, ovvero la frequenza con cui lo spider di Google visita ed indicizza il sito aggiornando la sua copia di memoria cache nell’indice.

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Come fare per sapere se un sito è penalizzato da Google

Giugno 22, 2007 on 3:10 pm | In Motori di Ricerca, Notizie, S.E.O. Posizionamento | No Comments

Quando si sospetta che un sito abbia ricevuto una penalizzazione da parte di Google (quando ad es. si assiste ad un calo vertiginoso nel posizionamento per le principali parole chiave) la prima cosa da fare è controllare il numero di url del sito che Google ha indicizzato. Se il sito era inserito nell’indice di Google e venivano mostrati i suoi backlinks allora l’operazione da compiere è digitare il seguente comando nel box di ricerca di Google:

site:tuodominio.com

Se il risultato di questa query è che nessuna url è indicizzata e nessun backlink viene mostrato mediante il comando:

link:tuodominio.com

allora è certo che c’è una penalizzazione in corso.

Un altro modo per sapere se le proprie pagine sono incluse in Google è quello di accedere al servizio Webmaster Central di Google il quale fornisce dettagliate informazioni sulla presenza del sito in Google e su eventuali problemi dello stesso.

L’unica eccezione possibile a questa regola è quella relativa ad un nuovo sito di recente registrazione con ancora pochi backlinks che potrebbe non essere ancora presente nell’indice di Google poiché ancora in attesa di essere indicizzato e visitato dallo spider. Inoltre sono molti i siti che non mostrano alcun backlink ricevuto ma ciò, in sé, non è una segnale di penalizzazione ricevuta.

Tutte le penalizzazioni di Google comportano un crollo drammatico nel traffico del sito, in particolare nello scenario del web italiano dove Google, molto più che in altri Paesi come ad es. gli USA, ha un ruolo di grande dominio caratterizzando spesso fino al 90% e oltre del traffico di un sito.

Nell’immagine che visualizziamo in basso mostriamo un esempio di riduzione del traffico di un sito dovuta ad una penalizzazione.

IMMAGINE: http://www.cduweb.com/immagini/google_penalty_example.gif

Google ha adottato nel proprio algoritmo una serie di filtri che cercano di scovare e punire tutte le azioni contrarie alle linee guida che siano in sostanza sinonimo di meccanismi artificiosi volti a tentare di incrementare il page rank e a migliorare in modo fraudolento il posizionamento di un sito.

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Le sanzioni di Google: come porre rimedio alla penalizzazione -950

Giugno 22, 2007 on 3:07 pm | In Motori di Ricerca, Notizie, S.E.O. Posizionamento | No Comments

E’ logico che tutto quanto esposto nel recente articolo “Google e la penalità -950” è pura congettura, basata su discussioni, analisi di fatti e dati reali, ma senza alcun fondamento ufficiale in quanto Google, almeno finora, è totalmente silenzioso sulla faccenda.

Il nostro punto di vista è che in caso di sovraottimizzazione, la pagina web debba essere rivista cercando di evitare tecniche quali keyword stuffing, elevata keyword density ed elevata presenza di termini semantici. Anche le url devono apparire il più naturali possibili. Non è pensabile né sostenibile avere un sito web in cui tutte le url del sito ripetono una frase che sia presente anche nel tag title e nel tag h1, h2, body ecc. Piuttosto occorre lavorare sempre più off-site cercando di incrementare links correlati ed autorevoli verso la pagina che si vuole posizionare.

Nel caso di effetto derivante dall’inserimento nell’algoritmo di una tecnica di ostacolo verso il Google Bombing, sappiamo che questo genere di filtri viene raffinato nel tempo da Google che, nonostante sia sempre silenzioso e (comprensibilmente) assai reticente nel rilasciare affermazioni ufficiali, è anche molto attento a recepire la reazione dell’utenza per poi compiere i necessari aggiustamenti. Forse, dunque, se il problema è questo, è possibile che sarà risolto dallo stesso Google a breve.

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Le sanzioni di Google: la penalizzazione “-950″

Giugno 22, 2007 on 3:03 pm | In Motori di Ricerca, Notizie, S.E.O. Posizionamento | No Comments

Nulla di ufficiale esiste in relazione alla penalità -950 della quale si è iniziato a parlare per la prima volta nel mese di gennaio 2007 allorché molti webmasters “colpiti” da questa situazione penalizzante hanno cominciato a discuterne scambiandosi testimonianze ed informazioni sul forum di WebMasterWorld.

Tutti i webmasters lamentavano la medesima situazione: molte pagine dei loro siti web, tradizionalmente in testa ai motori di ricerca, erano praticamente scomparse dal ranking per essere “parcheggiate” nell’ultima pagina dei risultati con 950 decrementi nel posizionamento.

Differentemente dalla penalità Google -30 nel caso della penalità -950 non viene colpito l’intero sito (che continua quindi ad essere presente ed immutato nel ranking per gran parte delle pagine web) ma solo determinate pagine.

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