Posizionamento sui motori di ricerca e fogli di stile CSS

Settembre 24, 2007 on 4:31 pm | In Motori di Ricerca, Notizie, S.E.O. Posizionamento | No Comments

Qual è il rischio reale che corrono i webmasters che utilizzano l’attributo: visibility: hidden oppure display: none nei fogli di stile esterni per ragioni di grafica del sito?

Ad esempio alcuni siti utilizzano sottomenu i cui links diventano visibili quando il mouse si trova nella posizione “hover” sopra al menu. Esiste sui forum dei seo marketers una grande quantità di post scritti su questo argomento piuttosto dibattuto e in certi casi si afferma che è possibile essere bannati da Google per l’utilizzo di div nascosti o di altre tecniche di contenuto nascosto mediante l’utilizzo dei fogli di stile (CSS), tuttavia non esistono informazioni sicure e definitive a questo riguardo.

La possibilità di vedere un sito bannato per l’adozione di div nascosti o di testo nascosto con i css esiste ma è estremamente rara. Matt Cutts, l’impiegato di Google il cui blog è probabilmente il più famoso in ambito SEO, ha affermato che Google ha la capacità di individuare le tecniche di testo nascosto con i CSS ma ha anche affermato che Google non penalizza o banna un sito a meno che stia deliberatamente ed intenzionalmente utilizzando questa tecnica per ingannare i motori di ricerca.

Se, dunque, un webmaster effettua una tecnica di keyword stuffing associata all’utilizzo di un foglio di stile che ne nasconda la visibilità allora è probabile che Google a quel punto intervenga con una sanzione nei confronti del sito.

Ad esempio, diamo uno sguardo al sito: http://multichannelmerchant.com/. Facciamo attenzione al menu di navigazione in alto nella pagina (print channel, web channel ecc.).

IMMAGINE: http://www.cduweb.com/immagini/multichannel.gif

Una volta che il mouse si sposta sulla barra del menu si aprono le sottotendine con i collegamenti relativi a ciascun’area. Se analizziamo il file CSS utilizzato in questo sito potremo vedere che è stata utilizzata la funzione “display: none” per avere l’effetto desiderato. Notiamo anche che il page rank di questa pagina è di 6/10 quindi il giudizio e il posizionamento di questo sito è ottimo e pertanto questo è un caso che ci fa pensare che l’utilizzo della funzione “display: none” nel codice sorgente del foglio di stile non è, di per sé, dannoso per il posizionamento.
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Chiamano il figlio Yahoo

Settembre 10, 2007 on 12:30 am | In Motori di Ricerca | No Comments

Un bambino messicano è stato battezzato e registrato all’anagrafe con il nome di Yahoo, come il celebre portale su internet.

I genitori hanno scelto questo nome perchè si erano conosciuti sulla rete, grazie ad un sito dedicato agli incontri. Lo ha fatto sapere un funzionario dello Stato civile della cittadina di Mexicali, nel nordovest del Messico.

Lo stesso ufficiale ha affermato che dei militanti ecologisti hanno recentemente chiamato il figlio Arbol (albero in spagnolo).

Il Giappone si prepara a sviluppare l’anti-Google

Settembre 8, 2007 on 12:57 am | In Motori di Ricerca | No Comments
Mentre i successi del motore di ricerca per eccellenza rimbalzano da una parte all’altra del globo, il ministro dell’Economia, dell’Industria e del Commercio giapponese ha stanziato una cifra compre fra i 14 e i 15 milioni di yen per sviluppare nuove tecnologie di ricerca sul web che si contrappongano allo strapotere di Google. Il progetto conterà sulla collaborazione di 10 società giapponesi che operano in differenti aree, fra le quali Sharp e Matsushita.

La reazione della terra del sol levante è dovuta alla consapevolezza della perdita dello scettro di produttore di elettronica a favore delle società taiwanesi e sudcoreane e alla preoccupazione nei confronti dell’influenza che società straniere come Google hanno sugli investimenti e sull’innovazione del paese.

Ue interpella utenti di Google su acquisizione DoubleClick

Settembre 8, 2007 on 12:55 am | In Motori di Ricerca, Notizie, Pubblicità online | No Comments

La Commissione europea ha adottato la misura insolita di inviare agli utenti di Google (GOOG.O: Quotazione, Profilo) un questionario prima che l’azienda californiana richieda ufficialmente il via libera all’Ue per l’acquisizione di DoubleClick.

Lo riferiscono oggi fonti vicine alla trattativa. Google dovrebbe fare richiesta all’autorità antitrust dell’Unione Europea per avere l’ok all’acquisizione da 3,1 miliardi di dollari di DoubleClick, fornitore Usa di pubblicità sul Web, entro metà settembre, hanno detto le fonti. “Crediamo che abbiano deciso di adottare questa misura perché la Commissione è convinta si tratti di una fusione particolarmente complessa e controversa”, ha riferito una delle fonti. L’esecutivo Ue è solito inviare questionari ai concorrenti e agli utenti dopo la presentazione della richiesta, ma è molto insolito che lo faccia prima.

Un portavoce della Commissione non ha voluto fare commenti. A Washington, la Federal Trade Commission - l’autorità antitrust Usa a cui Google si è già rivolta - ha richiesto maggiori dettagli sull’operazione.

Fonte: reuters.it