Guida SEO
Motori di ricerca e ottimizzazioneGoogle Trends for Websites
Giugno 24, 2008 on 9:00 am | In Google, Motori di Ricerca, S.E.O. Posizionamento | No CommentsGoogle ha lanciato una nuova funzione che va ad impreziosire ancora di più l’utilissimo Google Trends. Si chiama Trends for Web Sites la novità in casa Google. Questa funzione permette di verificare Trend di ricerca per sito anziché per keywords.
Come funziona
Inserendo un nome di dominio all’interno del box di ricerca di Google Trends for Web sites, Google offrirà un report dettagliato con dati su paesi e città che generano il maggior traffico, volume di ricerca stimato, siti correlati e keyword di ricerca correlate al dominio. E’ possibile mettere in confronto più siti alla volta. Inoltre da ora è anche possibile esportare tutti i dati in un foglio CSV. Per accedere a questa nuova parte del tool basta entrare in trends.google.com e cliccare sul link in alto “websites”.
I dati offerti da questa nuova funzione sono davvero utili per varie attività. Vediamole nel dettaglio.
Per Link Builder:
Un link builder può utilizzare i dati offerti da Google Trends for Web sites per cercare siti correlati al proprio secondo l’algoritmo di Google. Un link dai siti correlati secondo Google avrà quasi sicuramente un peso importante. Cosa c’è di meglio che questo tool per capire come ragiona Google nei confronti del proprio settore?
Per Markettari e SEM’s:
La versione di web trends per siti è utilissimo per trovare keyword interessanti correlate a siti di competitor e quindi utile per il proprio. Non ci avevate pensato vero? Ma non solo. Ovviamente grazie a questa nuova funzione è possibile reperire dati utilissimi dei competitors come: localizzazione geografica dell’utenza, traffico stimato, keyword rilevanti per un determinato sito e siti correlati. Sta nella bravura del professionista utilizzare i dati in maniera utile alla propria causa.
Per utenti comuni:
Questa funzione può risultare utile anche ad un utente non interessato all’attività di web marketing. Infatti questo strumento può essere utile per cercare siti correlati ad un altro per approfondire una determinata ricerca.
Come si può notare, si può utilizzare questa nuova opzione per svariate funzioni.
E’ interessante sapere che le informazioni prodotte derivano da un elaborato calcolo di dati derivanti da Google Search, Google Analytics, dati derivanti da account Google e altro. Inoltre è sempre da considerare che tutti i dati sono una stima approssimativa. Le frasi di ricerca visualizzati per dominio sono solamente massimo 10.
Trends for web sites è disponibile solo in lingua inglese. In futuro è molto probabile che le funzioni di questo nuovo strumento aumentino e si migliorino sempre più.
Simone
Se google non trova il file robots.txt non indicizza il sito
Giugno 20, 2008 on 9:00 am | In Google, Motori di Ricerca, S.E.O. Posizionamento | No CommentsHa del clamoroso questa notizia, che ho trovato spulciando alcuni blog di Search Marketing americani. Google ha fatto sapere che se il file robots.txt non è raggiungibile dal bot, potrebbe non indicizzare l’intero sito. Per non raggiungibile si intende una risposta del server con un time out durante il passaggio di Googlebot. Ma che assurdità è questa, vi chiederete, e mi sono chiesto prima di approfondire l’argomento.

Un responsabile di Google, John Mueller, ha detto che questa scelta è dovuta ad una politica di "sicurezza". Se Google non può leggere il file che dice a Googlebot cosa non indicizzare, allora il bot escludi per sicurezza l’intero sito. Pensandoci bene il ragionamento non è poi così sbagliato.
Se Google non riesce a leggere cosa è "proibito" indicizzare, non può rischiare di indicizzare file che potrebbero essere esclusi dal passaggio del bot, volutamente dal webmaster.
Come ho specificato all’inizio, per file robots non raggiungibile, Google intende una risposta di time out del server. Se il file robots.txt non è presente e il server risponde con un errore 404 - not found, non ci sono problemi. In poche parole, un sito non deve avere per forza il file robots.txt per essere indicizzato, basta che il server risponda con errore 404.
Il problema è solamente quando Google chiede al server il file robots.txt, e non riceve risposta. Caso abbastanza raro - speriamo.
Simone
Corso Gratis Google Analytics
Giugno 16, 2008 on 11:04 am | In Google, Motori di Ricerca, S.E.O. Posizionamento | No CommentsFinalmente ho trovato 10 minuti per tornare a scrivere su Rankfirst… scusate la lunga assenza ma Aprile e Maggio sono due mesi molto molto impegnativi. Meglio così no?
Oggi vi voglio presentare un corso gratuito utilissimo per tutti i miei colleghi esperti di SEO/SEM, webmasters e chi si sta avvicinando al mondo del Web Marketing: Un corso gratuito di Google Analytics. Ecco la presentazione fatta da Francesco Gori:
Un corso gratuito per imparare ad usare Google Analytics

Tutte le strategie di search marketing che metti a punto per far aumentare le vendite ai siti dei tuoi clienti, possono essere ben progettate ed ottimizzate… ma mai abbastanza se non ci si avvale di “tecniche” - come la web analytics – per capire le tendenze e i fenomeni che caratterizzano i propri visitatori.
Per fare web analytics bene, non sempre servono grandi capitali ed obiettivi iper-ambiziosi: basta un po’ di determinazione e i giusti strumenti. Uno di questi è Google Analytics: gratuito, dall’interfaccia intuitiva e pieno di interessanti funzionalità più o meno nascoste.
Se utilizzi questa piattaforma per monitorare i tuoi siti, o magari stai pensando di farlo, sarai sicuramente interessato al Corso Gratuito di Google Analytics (seconda edizione) che si terrà a Stresa (VB) sul Lago Maggiore, all’Hotel la Palma.
Il corso è organizzato da TriplaW in collaborazione con YoYo – Formazione rotolante e le lezioni saranno tenute da Francesco de Francesco (fradefra) e Marco Cilia (Tambu), i giorni 21 e 22 maggio 2008.
Per il programma del corso e per iscriverti (la partecipazione è gratuita) segui le modalità riportate nel bando del corso.
Affrettati… le iscrizioni stanno andando letteralmente a ruba.
Ci vediamo a Stresa?
Io ci sarò! Non si smette mai di imparare, e poi sarà un ottima occasione per conoscere nuove persone del settore e no. Vi aspettiamo numerosi!
Aggiornamento: 17/4/2008 ore 17:00: Francesco mi ha appena avvisato che ha chiuso le iscrizioni perchè i posti sono già tutti esauriti! Mi spiace per chi è arrivato tardi. Sarà per la prossima volta. Stay Tuned su RankFirst, vi terremo aggiornati su nuovi corsi.
Simone
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corso gratis google analytics, google analytics, corsi seo, corsi sem
URL strategiche per un impatto SEO al massimo
Giugno 16, 2008 on 11:03 am | In Google, Motori di Ricerca, S.E.O. Posizionamento | No CommentsQuando si ottimizzano le URL per il posizionamento si presta sempre poca attenzione al fattore call to action e di conseguenza al CTR.
Uno studio recente effettuato da MarketingSherpa ha dimostrato tramite l’eye tracking che la URL in un listing nell’indice di Google influisce molto sul CTR. Nel dettaglio, MarketingSherpa ha dimostrato che un listing con una URL corta è cliccato il doppio rispetto ad un risultato identico nella stessa posizione ma con URL lunga. La URL lunga distrae l’attenzione dell’utente dal Title e dalla descrizione.
Dallo studio di eye tracking effettuato è facile notare che l’utente spende più tempo a leggere la URL lunga rispetto a quella corta, portando via l’attenzione dai due fattori più descrittivi e “call to action” del risultato di ricerca: il title e la descrizione.
Non so dirvi con precisione quanti caratteri compongano una URL lunga o corta, ma basta un po’ di buon senso.
Google e quasi tutti i motori di ricerca hanno risolto il problema delle URL dinamiche, ora gli spider sono in grado di leggere e indicizzare url con parametri ID, parametri di sessione e altre URL complesse generate con parecchi ID, ma questo non vuol assolutamente dire che l’ottimizzazione delle URL non è necessaria. Una URL con parametri numerici, lunga e complessa non è consigliabile per vari motivi. Ogni esperto SEO dovrebbe sempre ottimizzare le URL e testare nuove soluzioni per identificare le migliori.
Bisogna sempre tenere in considerazione che la parte dove viene esposta la URL in un risultato di ricerca viene letto dagli utenti e la URL da sola può bastare per farsì che l’utente clicchi o meno un certo risultato di ricerca.
Per questo motivo le URL dovrebbero essere ottimizzate esattamente come vengono ottimizzati i meta title e i meta description. Ogni URL dovrebbe contenere keyword (poche) attinenti al contenuto della pagina.
Ecco una linea guida con sei punti importanti per l’ottimizzazione delle URL:
1) Cerca di non avere URL dinamiche con troppi parametri. Escludi i parametri di tracking e non superare i due parametri.
2) Una URL che appare non dinamica è molto meglio da una dinamica a tutti gli effetti. E’ possibile rinominare una url dinamica rendendola all’apparenza statica, escludendo punti interrogativi e altri simboli utilizzati nelle URL dinamiche.
3) Una keyword nel nome del file ha più beneficio di una keyword nel sottodominio o nella cartella. (miosito.com/keyword.php è meglio di miosito.com/keyword/)
4) Per separare le keyword nella URL è meglio utilizzare il trattino “-“ al posto della underscore “_”. I motori di ricerca accettano entrambi e li trattano in maniera similare, ma per essere precisi è sempre meglio adottare il primo.
5) Troppe keyword in una URL non sono ben viste da Google, parola di Matt Cutts. Tre o quattro keyword vanno bene, sei o più diventa rischioso. Non ho notato casi di penalizzazione per troppe keyword in una URL, ma è sempre meglio seguire tutte le indicazioni date da Google e Co.
6) Utilizzare troppi trattini nel nome di un dominio non è una buona regola. Potrebbe essere visto come spam da parte di Google. Uno o due vanno bene, ma non di più.
Molti CMS e E-commerce Open Source, ormai quasi tutti, dispongono del Mod per riscrivere le URL e ottimizzarle. E’ uno strumento importantissimo per un ottimo SEO.
Simone











































