Guida SEO
Motori di ricerca e ottimizzazioneDa Matt Cutts suggerimenti per essere “white hat” su Google
Novembre 29, 2007 on 11:34 am | In Google, Motori di Ricerca, Notizie, S.E.O. Posizionamento | Comments OffIl noto addetto di Google Matt Cutts (il cui blog nel campo seo è di gran lunga il più famoso al mondo) ha divulgato una serie di consigli per i bloggers intervenuti al seminario “WordPress WordCamp” tenutosi lo scorso mese di luglio.
Riassumiamo in breve quanto suggerito da Cutts nel corso del Suo fugace (ma rilevante) intervento. Prima questione dibattuta:
1) trattino o sottolineato?
Cutts ha affermato che il trattino basso nelle url non viene trattato come un separatore di parola (similmente al trattino “-”).
ad esempio la seguente url:
http://www.sito.com/luci_della_ribalta/
verrebbe letta da Google come “lucidellaribalta” senza alcuna separazione, e ciò diversamente dall’url:
http://www.sito.com/luci-della-ribalta/
che permetterebbe quindi a Google di scoprire e leggere le parole (luci della ribalta) presenti nell’url.
Come è noto la presenza delle parole chiave nel testo dell’url permette un miglior posizionamento per cui è importante usare la giusta sintassi al fine di ottenere lo scopo.
Il consiglio è quindi chiaro: d’ora in poi seguiamo il consiglio di Cutts ed usiamo il trattino … ma che fare con tutte le pagine già esistenti del sito?
Verrebbe voglia di adottare un sistema di url rewriting modificando automaticamente tutte le url e convertendo il sottolineato in trattino ma sarebbe un errore nel caso in cui dette pagine siano già presenti sui motori di ricerca. Compiere questa operazione, infatti, genererebbe una nuova copia delle pagine e Google si troverebbe ad un certo momento ad avere due copie della stessa pagina: quella precedente (con il sottolineato) di cui detiene oltretutto la copia cache, e quella nuova perfettamente identica (a parte il trattino nella url) che configurerebbe una perfetta fattispecie di contenuto duplicato, punibile con la penalizzazione del sito.
2) estensioni dei files
Le pagine web possono avere diverse estensioni: htm, html, php, asp, jsp, cf, cfm ecc. Esiste un’estensione migliore dell’altra, in grado di condizionare positivamente o negativamente il posizionamento nei motori di ricerca? La risposta di Cutts è assolutamente negativa e sgombra ogni ombra su questo aspetto.
3) Url dinamiche
Google tratta le url dinamiche (quelle, per intenderci, in cui sono presenti caratteri c.d. “jolly” come “?” e “&”) allo stesso modo delle url statiche a meno che ci siano più di due parametri jolly.
Quindi una url come quella che segue è una url negativa che probabilmente non verrà indicizzata:
http://www.sito.com/?a=quattro&b=cinque&c=and&d=due/
Inoltre le url che contengono il carattere “#” (corrispondente nell’html al link di ancoraggio) vedranno tagliata l’url proprio in quel punto
ad es.: http://www.sito.com/uno-due-tre-e-quattro/#cinque
verrà letta e indicizzata da Google come:
http://www.sito.com/uno-due-tre-e-quattro/
Leggi la seconda parte di questo articolo >>
Autore: Stefano Mc Vey, Web Marketing Pro
Posizionamento sui motori di ricerca nei mercati esteri
Novembre 2, 2007 on 4:02 pm | In Google, Motori di Ricerca, S.E.O. Posizionamento | Comments OffMolte aziende hanno l’obiettivo di ampliare il proprio business a mercati diversi da quello nazionale, aprendosi magari verso l’intero mercato europeo, il mercato asiatico (mai interessante come in questo momento) o, piuttosto, il mercato australiano.
Qual è la strategia giusta per conseguire questo scopo? Bisogna copiare (traducendolo, ovviamente) il sito e collocarlo in una serie di domini con suffisso dei relativi Paesi (es. co.uk, it, de, nl, jp ecc.)? Oppure si può operare attraverso un unico sito complessivo?
Inoltre: quanto incide per un dominio l’essere in hosting nel Paese in cui si cerca di raggiungere il target? Per esempio se il nostro sito si trova in hosting negli Stati Uniti, sarà per esso più facile riuscire a proporsi al mercato americano? E se si trova in hosting in Inghilterra, si riuscirà più facilmente a migliorare il posizionamento nei motori di ricerca del mercato inglese?
Se è così, come funziona la faccenda? Ci si basa sull’indirizzo IP del sito?
E, infine, come si potrebbe fare per posizionare un unico sito su qualsiasi mercato?
Tutte queste domande sono molto interessanti e chiarire questi aspetti sarà molto utile poiché esistono, oltre alle note grandi aziende, anche molte realtà medio/piccole che hanno l’intento di rivolgersi a più mercati essendo il proprio target naturale diversificato in più ambiti nazionali.
In primo luogo è importante sapere che quando si cerca di ottimizzare un sito per i mercati internazionali occorre avere a disposizione dei traduttori estremamente competenti. Nulla infatti penalizzerà vendite e posizionamento come una grammatica povera (e magari a volte involontariamente offensiva).
Ricordate che l’inglese, il francese, lo spagnolo e con essi molte altre lingue sono parlate in molti Paesi diversi, con dialetti diversi e quindi possono risultare diverse fra Paese e Paese anche se la lingua di base è la stessa.
Per questo motivo è un accorgimento consigliabile quello di utilizzare il meta tag “lang” per specificare la lingua ed il relativo dialetto. I motori di ricerca oramai sono in grado di determinare quale sia la lingua del sito per proprio conto ma inserendo il suddetto tag si allontanerà qualsiasi possibilità di errore.
Il tag va posto nell’heading del codice html, vicino agli altri meta tags:
Nell’esempio soprastante utilizziamo l’identificatore del dialetto canadese relativo alla lingua francese (fr-CA). Una lista completa di identificatori di linguaggio puà essere trovato all’url:
http://www.i18nguy.com/unicode/language-identifiers.html
I motori di ricerca capiscono dove sia ubicata un’azienda basandosi sull’indirizzo IP del server, sul nome del dominio e sulle informazioni di whois (sempre disponibili in particolare per Google, il quale, oltre che motore di ricerca è anche registrar). Continua… Posizionamento sui motori di ricerca nei mercati esteri…
Aggiornamento Google PageRank, un ribasso generale
Ottobre 29, 2007 on 12:59 pm | In Google, Motori di Ricerca, Notizie, PageRank, S.E.O. Posizionamento | Comments OffIl Google Pagerank è l’indice di rilevanza attribuito da Google ai siti e a ciascuna pagina web.
Il Pagerank misura in qualche modo i link provenienti da siti autorevoli verso altri siti.
Questo calcolo coincide con la c.d. “Link popularity” che serve per salire nel Top ranking dei motori di ricerca.
Utilizzando il Pagerank, ed altri fattori, Google ordina i risultati di ricerca con cui poi appaiono ai navigatori, per cui è evidente che avere un buon page rank è assolutamente consigliabile per i siti che vogliono ottenere un buon posizionamento sui motori di ricerca..
Nessuno conosce esattamente il criterio con il quale viene calcolato il PageRank, questo segreto infatti è gelosamente custodito negli armadi dell’azienda di Mountain View: approssimativamente si tratta di una sommatoria tra i link provenienti da altri siti ritenuti autorevoli e i link in generale, ma anche altri fattori entrerebbero nell’equazione. Di fatto esiste una vera e propria scienza empirica, fatta di strategie di link incrociati e scambi di citazioni.
Come detto un Pagerank elevato permette un buon posizionamento nei ranking di ricerca. Comparire in prima pagina o, meglio ancora, tra i primi 3 o 4 risultati per una data parola chiave (keyword), può premiare economicamente aziende e privati.
Un sito con un PageRank 5 venderà i propri spazi pubblicitari ad un costo maggiore di uno con Pagerank 3 o 4.
La notizia del giorno è l’avvenuta riduzione della valutazione del Pagerank per molti siti web. Continua… Aggiornamento Google PageRank, un ribasso generale…
Posizionamento sui motori di ricerca con l’Article Marketing
Ottobre 13, 2007 on 3:53 pm | In Article Marketing, Google, Internet Marketing, Motori di Ricerca, Notizie, Pubblicità online, S.E.O. Posizionamento, Tools Gratuiti | No CommentsL’article marketing non è una pratica del tutto recente ma pochi sanno come utilizzarlo bene. Conoscere questa pratica è importante perché, se messa in atto con i dovuti modi, può diventare il fattore critico e spesso determinante per il successo di un sito web e per il posizionamento nei ranking di Google, Yahoo!, Windows Live e tutti gli altri motori di ricerca.
Il punto centrale della questione è che per migliorare il posizionamento nei motori di ricerca un sito deve ricevere links.
Ma questi links non devono essere di qualsiasi tipo: ad esempio lo scambio dei links reciproci è giunto ormai al binario morto ed è definitivamente finita l’era in cui i webmasters che volevano incrementare la link popularity ed il page rank si scambiavano decine e a volte centinaia di links ricavandone dei benefici.
I links possono essere un grande valore per un sito ma possono anche essere dannosi come nel caso, appunto, che siano il frutto di scambi reciproci oppure nel caso in cui provengano da “cattive amicizie” (per ricalcare il termine utilizzato da Google nelle linee guida) ovvero siti bannati, siti che effettuano spam o che contengono malware e link farms.
Ma come deve essere allora un link per risultare vantaggioso? La risposta è semplice:
deve essere univoco (e non scambiato);
deve essere correlato nei contenuti (se abbiamo un sito che tratta di polizze assicurative, vale molto poco un link da un sito di balli caraibici, per quanto page rank questo possa avere);
deve essere (il più possibile) autorevole e quindi avere un page rank elevato.
deve essere contenuto in una pagina che contenga pochi links esterni. Più links ci sono infatti verso pagine o siti terzi, meno valore ha il link che si riceve.
L’article marketing risponde positivamente alle esigenze del webmaster in quanto possiede (spesso) tutti e quattro i requisiti richiesti: univocità dei links, correlazione nei contenuti, limitato numero di links esterni (a volte nessuo) e (ma non sempre) autorevolezza del sito. Continua… Posizionamento sui motori di ricerca con l’Article Marketing…










































