La User Experience protagonista nel PPC dei motori di ricerca

Giugno 7, 2008 on 11:59 pm | In Notizie | No Comments

E’ un concetto abbastanza nuovo per il search marketing, ma del tutto popolare in altri mondi come quello di eBay, Amazon ecc. Sto parlando della user experience come elemento fondamentale in una attività di internet marketing. La user experience sta diventando sempre più uno dei fattori determinanti anche nel mondo del PPC come Adwords e Yahoo Search Marketing.

Google è stato il primo motore di ricerca a “sposare” il concetto che ha reso eBay e Amazon famosi. La user experience, utilizzata per premiare o punire gli advertiser.

Mi allaccio a un articolo molto bello di David Rodnitzky che scrive come me sulla rivista specializzata Search Marketing Standard. Il suo articolo si intitola: “Is Your Money Green Enough for the Search Engines?” Il senso di questa domanda è abbastanza provocatoria e rispecchia esattamente il problema. Vuole far capire ai suoi lettori che si possono spendere anche 10 dollari a click per una keyword, ma non è detto che possano bastare per uscire tra i listing di Google o Yahoo!

I soldi da soli non bastano per comprare il traffico

Il quality score di Google non si basa solo sui fattori di ottimizzazione delle landing pages del sito, ma anche sulla user experience. La user experience è molto più difficile da controllare e da gestire per un marketer. I motori di ricerca hanno facoltà di “bannare” o rendere la vita impossibile (portando il CPC minimo a prezzi esorbitanti) agli advertiser che hanno una user experience negativa. Google ha messo a disposizione già da diverso tempo, un link che porta ad una pagina per rilasciare feedback dei risultati di ricerca di Adwords. Un utente può scrivere feedback negativi su un certo sito e Google può valutare di abbassare il quality score dell’advertiser o addirittura bannarlo da Adwords senza appello.

Ma quali sono le regole del gioco? Quali sono i fattori che determinano la user experience per Google e Co?

- Rispettare le promozioni e le offerte pubblicizzate negli annunci
- Spedire i prodotti entro i tempi scritti nel sito
- Addebitare il cliente degli importi giusti e chiaramente scritti nel sito al momento dell’acquisto

Il concetto del quality score è molto semplice e chiaro: Se gli advertiser di Google deludono gli utenti del motore di Ricerca, gli utenti di Google cercheranno tramite altri motori di ricerca, portando a una diminuzione di revenue. E’ semplice capire che è nell’interesse di Google che i siti sponsorizzati soddisfano gli utenti.

Avere un sito ben ottimizzato e un buon budget da investire nel PPC non è più sufficiente per comprare traffico di qualità a buon prezzo. La soddisfazione del cliente diventa fondamentale anche nel Search Marketing. Un quality score basso può far salire il CPC oltre i 10 euro.

Per non vedersi abbassare il quality score a causa della user experience è sufficiente essere onesti negli annunci pubblicitari, e rispettare le condizioni proposte nel sito. In realtà non vi sto dicendo nulla di nuovo, sto solamente ricordando gli aspetti fondamentali di un buon commercio.

Simone

Info:

Se volete leggere l’articolo di Rodnitzky lo trovare sulla rivista edizione Primavera 2008, Search Marketing Standard, acquistabile online.

Se invece avete bisogno di farvi gestire una campagna di Search Marketing nei mercati europei o Sud Americani, contattatemi. :)

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Google Android: il cellulare con numerosi servizi tra cui anche GPS con Google

Gennaio 17, 2008 on 10:37 am | In Google, Google Android, Notizie | Comments Off

Lo smartphone HTC Qtek 9090 è il primo telefonino su cui è stata installata una versione ufficiale del nuovo sistema open source Android sviluppato con il supporto primario di Google.

A eseguire l’installazione è stata l’azienda di sviluppo software a la Mobile di San Ramon (California), che ha sfruttato al meglio mobile Linux per piegarlo alle caratteristiche di Android.

Con Android il Qtek presenta una dotazione completa di programmi di varia utilità, tra cui browser, phone dialer, giochi, fotoritocco, lettore MP3, agenda, lista contatti, calcolatrice, task manager e blocco note. C’è anche la gestione delle mappe che può interagire a quanto pare con un GPS.

Il più grosso problema per gli sviluppatori che vogliono cimentarsi con il sistema Android è quello della complessità nello sviluppo di nuove applicazioni, cosa che potrebbe portare a un disincanto nei confronti della nuova piattaforma da parte delle case produttrici: in sostanza c’è il rischio che il gioco non valga la candela.

Comunque sia, sembra acclarato che il primo telefonino di nuova fabbricazione progettato per montare Android sarà immesso sul mercato entro la seconda metà dell’anno in corso. Si vedrà allora se l’impatto con gli utenti sarà realmente positivo.

Fonte: Webmasterpoint

Le parole keyword piu’ cercate su Google nel 2007

Dicembre 17, 2007 on 11:14 am | In Google, Notizie | Comments Off

Google ha finalmente pubblicato Zeitgeist, la classifica completa delle chiavi di ricerca più digitate nell’anno in corso confermaando, come, già era trapelato settimana scorsa, che il termine più ricecato in assoluto è stato Iphone, il cellulare di Apple

Nella categoria fastest rising (cioè quelle parole che più sono cresciute rispetto al 2006), si conferma la celebrità di iPhone anche a livello globale. Al secondo posto c’è Badoo, un social network che raccoglie 12 milioni e mezzo di persone, in sette lingue compreso l’italiano; mentre al terzo posto si posiziona Facebook, la community creata da Zuckerberg che registra un tasso di crescita sorprendentemente superiore al leader MySpace. Seguono YouTube e Second Life, i due pilastri del 2007 che ancora suscitano molto interesse.

Se l’interesse sulle comunità online continua a essere alto, la classifica fastest falling (le ricerche il cui interesse è svanito in poco tempo) mette in risalto l’ambito calcistico: le parole world cup e Fifa hanno assistito a un declino fisiologico, giunto dopo il grande boom di ricerche online avvenute in concomitanza con la coppa del mondo del 2006. Tra le altre parole che vengono cercate sempre meno – parole che non sono più di moda – si trovano Mozart, Kazaa, Sudoku, Shakira e mp3.

Più interessante è invece la categoria politica di Google che sottolinea l’interesse nei confronti dei candidati Usa. A vincere la battaglia del 2007, sarebbe Ron Paul che, in un solo giorno, è riuscito a raccogliere quattromila dollari attraverso i supporter d’oltreoceano. Seguono Fred Thompson, Hillary Clinton e Barack Obama.

Google Zeitgeist TeamPer quanto riguarda l’intrattenimento, il telefilm Heroes è il più ricercato del 2007, superando anche Dr House e 24; mentre per quanto riguarda i film, è Transformers a occupare il primo posto, confermando così i risultati di Wikipedia di novembre.

La guerra per le console, invece, si ripropone anche online sulle chiavi di ricerca e – così come nelle vendite – è Wii di Nintendo a vincere, seguita a dovuta distanza da Xbox e PlayStation 3; mentre l’interesse nei supporti dell’alta definizione vede vittorioso Hd Dvd su Blu-Ray.

La classifica delle parole che hanno avuto il più alto tasso di crescita nel numero di ricerche nel 2007:

- iphone
- badoo
- facebook
- dailymotion
- webkinz
- youtube
- ebuddy
- second life
- hi5
- club penguin

Da Matt Cutts suggerimenti per essere “white hat” su Google

Novembre 29, 2007 on 11:34 am | In Google, Motori di Ricerca, Notizie, S.E.O. Posizionamento | Comments Off

Il noto addetto di Google Matt Cutts (il cui blog nel campo seo è di gran lunga il più famoso al mondo) ha divulgato una serie di consigli per i bloggers intervenuti al seminario “WordPress WordCamp” tenutosi lo scorso mese di luglio.

Riassumiamo in breve quanto suggerito da Cutts nel corso del Suo fugace (ma rilevante) intervento. Prima questione dibattuta:

1) trattino o sottolineato?

Cutts ha affermato che il trattino basso nelle url non viene trattato come un separatore di parola (similmente al trattino “-”).
ad esempio la seguente url:
http://www.sito.com/luci_della_ribalta/

verrebbe letta da Google come “lucidellaribalta” senza alcuna separazione, e ciò diversamente dall’url:

http://www.sito.com/luci-della-ribalta/

che permetterebbe quindi a Google di scoprire e leggere le parole (luci della ribalta) presenti nell’url.

Come è noto la presenza delle parole chiave nel testo dell’url permette un miglior posizionamento per cui è importante usare la giusta sintassi al fine di ottenere lo scopo.

Il consiglio è quindi chiaro: d’ora in poi seguiamo il consiglio di Cutts ed usiamo il trattino … ma che fare con tutte le pagine già esistenti del sito?

Verrebbe voglia di adottare un sistema di url rewriting modificando automaticamente tutte le url e convertendo il sottolineato in trattino ma sarebbe un errore nel caso in cui dette pagine siano già presenti sui motori di ricerca. Compiere questa operazione, infatti, genererebbe una nuova copia delle pagine e Google si troverebbe ad un certo momento ad avere due copie della stessa pagina: quella precedente (con il sottolineato) di cui detiene oltretutto la copia cache, e quella nuova perfettamente identica (a parte il trattino nella url) che configurerebbe una perfetta fattispecie di contenuto duplicato, punibile con la penalizzazione del sito.

2) estensioni dei files

Le pagine web possono avere diverse estensioni: htm, html, php, asp, jsp, cf, cfm ecc. Esiste un’estensione migliore dell’altra, in grado di condizionare positivamente o negativamente il posizionamento nei motori di ricerca? La risposta di Cutts è assolutamente negativa e sgombra ogni ombra su questo aspetto.

3) Url dinamiche
Google tratta le url dinamiche (quelle, per intenderci, in cui sono presenti caratteri c.d. “jolly” come “?” e “&”) allo stesso modo delle url statiche a meno che ci siano più di due parametri jolly.
Quindi una url come quella che segue è una url negativa che probabilmente non verrà indicizzata:

http://www.sito.com/?a=quattro&b=cinque&c=and&d=due/

Inoltre le url che contengono il carattere “#” (corrispondente nell’html al link di ancoraggio) vedranno tagliata l’url proprio in quel punto
ad es.: http://www.sito.com/uno-due-tre-e-quattro/#cinque
verrà letta e indicizzata da Google come:
http://www.sito.com/uno-due-tre-e-quattro/

Leggi la seconda parte di questo articolo >>

Autore: Stefano Mc Vey, Web Marketing Pro