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Motori di ricerca e ottimizzazioneGoogle ha acquistato FeedBurner
Ottobre 12, 2007 on 9:09 am | In Google, Motori di Ricerca, Notizie | No CommentsGoogle ha acquisito FeedBurner (www.feedburner.com) per una cifra di circa 100 milioni di dollari.
FeedBurner è un network di feed RSS assai diffuso che gestisce quasi 800.000 feed ed aiuta i bloggers a distribuire i propri feeds a networks e siti terzi, fornendo anche un preciso servizio di statistiche al fine di consentire ai propri utenti di conoscere i dati di click through di ogni post sui propri blogs.
L’acquisizione permetterà a Google di entrare in possesso di una quantità di maggiori informazioni sui siti che offrono rss, permettendo di comprenderne la popolarità senza ricorrere all’algoritmo (ormai quasi obloseto) basato sul page rank e sulla link popularity.
I dati a cui Google accederà, infatti, permetteranno di conoscere con certezza il livello della popolarità reale e non dedotta ed è questo uno dei criteri che fonderanno l’algoritmo di Google del futuro nell’era del Web 2.0.
Calcolare la quantità e la qualità dei link in ingresso
Ottobre 10, 2007 on 9:10 am | In Motori di Ricerca, Notizie | No CommentsNelle nostre newsletter tecniche che si sono succedute negli ultimi mesi, abbiamo sempre messo in evidenza quanto sia importante curare la “Link Popularity” e nello stesso tempo la qualità dei links ricevuti dall’esterno, in quanto sono entrambi fattori determinanti per il raggiungimento del posizionamento ai primi posti nei motori di ricerca.
Vediamo come è possibile calcolare entrambi i valori.
Per calcolare la quantità dei Links ricevuti, il database FAST offre una maggiore precisione in tal senso e quindi basta andare all’indirizzo :
http://www.alltheweb.com/
e digitare nel campo di ricerca :
link:www.nomedominio.com
dove per “www.nomedominio.com o .it” indichiamo l’indirizzo principale del sito di cui vogliamo conoscere la “Link Popularity”.
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Google e le penalizzazioni: spam ed esclusione dei siti dai risultati
Ottobre 10, 2007 on 8:59 am | In Google, Motori di Ricerca, Notizie, S.E.O. Posizionamento | No CommentsIl Google Webmaster Blog ha recentemente rilasciato alcune importanti notizie relative al funzionamento del sistema di spam reporting, ovvero al modo con cui gli utenti avvisano Google di aver trovato pagine/siti web rei di azioni contrarie alle linee guida ed al modo in cui Google utilizza queste informazioni e comunica con gli utenti.
Anzitutto è stato chiaramente specificato che una persona può inviare una segnalazione di spam in due diversi modi:
* in modo anonimo, utilizzando il form che non necessita di autenticazione. Ovviamente in questo caso l’utente, se tiene a rimanere anonimo, deve rispettare alcune accortezze abbastanza ovvie come per esempio quella di uscire dal Google Account se si è precedentemente loggato, scaricare i cookies di Google dal browser e magari utilizzare un web proxy per mascherare il proprio indirizzo IP, oppure utilizzare una connessione di un ente pubblico come ad esempio quello di una biblioteca
* mediante autenticazione attraverso Google Webmaster Central dopo essersi loggati.
Google afferma che investigherà ogni segnalazione che deriverà dalla sottomissione autenticata e che analizzerà solo alcune situazioni derivanti da segnalazioni anonime.
Non viene fatta alcuna promessa di ricevere risposta da Google, in nessuno dei due casi, ma non viene nemmeno scartata l’ipotesi che l’utente possa ricevere un feedback.
Sappiamo che raramente Google intraprende azioni specifiche contro un determinato sito web preferendo piuttosto raffinare ed aggiornare l’algoritmo in modo da riuscire a “scovare” casi di contrarietà alle linee guida verso cui infliggere in modo automatico le penalizzazioni.
Google ha rivelato l’esistenza di due possibili tipi di penalizzazioni e di due diversi livelli di penalità.
Questa l’affermazione ufficiale:
“Una completa esclusione dalle Google SERPs (risultati di ricerca) è solo una possibile conseguenza di una segnalazione di spam. Google può scegliere di mostrare un “cartellino giallo” ovvero un’ammonizione [il gergo calcistico è usato proprio dallo staff di Google] in modo che il sito non venga trovato nei risultati di ricerca per un breve periodo [la precisa durata in questo messaggio non è stata esplicitata meglio]. Se il webmaster ignora l’ammonizione allora può scattare successivamente il cartellino rosso, che ne determina l’espulsione dall’indice”
.
Dunque esistono due tipi di possibili penalità:
1. una completa esclusione dall’indice
2. una temporanea esclusione con due livelli di penalità:
* per un breve periodo (cartellino giallo). Nella nostra esperienza abbiamo visto che il “breve periodo” non meglio definito sull’affermazione di cui sopra, ha una durata massima di 30 giorni e il cartellino giallo consiste in una segnalazione che Google invia al webmaster del sito.
* per un lungo periodo (cartellino rosso)
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Evitare la duplicazione dei contenuti per un posizionamento sui motori
Ottobre 10, 2007 on 8:55 am | In Google, Motori di Ricerca, Notizie, S.E.O. Posizionamento | No CommentsCome è noto il motore di ricerca Google è in grado di rilevare quando un contenuto non è unico ed originale attraverso uno specifico filtro presente nel suo algoritmo e ci sono casi in cui il contenuto duplicato è visto come un’azione di spam in quanto nelle linee guida di Google si afferma: “…..Non creare più pagine, sottodomini o domini dai contenuti sostanzialmente duplicati. ….”.
In quanto spam il contenuto duplicato è punibile attraverso le penalizzazioni di Google, dunque la domanda che sorge spontanea è: quanto diverso deve essere un documento rispetto ad un altro per poter essere classificato come contenuto unico ed originale evitando così di ricadere nella fattispecie di contenuto duplicato?
Per rispondere alla domanda occorre subito precisare che non esiste una esatta percentuale di contenuto duplicato che faccia scattare il filtro contro la duplicazione dei contenuti. Occorre più che altro fare attenzione per evitare di realizzazione una serie di situazioni che possono generare la fattispecie penalizzante. Ad esempio se su un sito ci sono molte pagine web e su ciascuna di esse c’è un identico contenuto, allora è probabile che il filtro di Google entrerà in funzione. Analizziamo alcune ipotesi:
1. una versione “printer friendly”di una pagina web può produrre la coesistenza di due pagine web con lo stesso identico contenuto, di cui magari una versione inserita dentro la layout grafico, e l’altra “pulita” ad hoc per la stampa del documento;
2. un blog con i suoi archivi per data e categoria potrebbe generare la coesistenza di uno stesso post su più pagine web;
3. un content management system (cms) che assegni url multiple ad una stessa pagina web….
in questi casi si realizza un problema di contenuti duplicati.
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